Archivio degli autori Coordinamento Dipsumdolls

DiCoordinamento Dipsumdolls

09/12/19-D’Annunzio e la dimensione della bellezza

15:00
Biblioteca di Studi Letterari e Linguistici

Intervento
Gianni Oliva
Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara

Responsabile
Domenica Falardo

Nella variegata attività di Gabriele D’Annunzio un pensiero costante è rivolto al concetto di bellezza, intorno alla quale si gioca il suo destino di esteta. Ma di un estetismo che non ha nulla di astratto e di superficiale, che invece deve interessare direttamente le istituzioni. Si pensi alla difesa del patrimonio culturale italiano e alla battaglia condotta per l’inserimento della storia dell’arte nei programmi scolastici. Quella a cui D’Annunzio si rivolge e che combatte (e di qui il suo messaggio di straordinaria attualità) è una società abbrutita dall’“utile”, incentrata sui sistemi bancari e finanziari, a danno della crescita dell’uomo che dovrebbe essere al centro del processo evolutivo arricchendolo e civilizzandolo. La dimensione della bellezza, dunque, finisce per essere la poetica centrale di D’Annunzio, uno strumento non di evasione e di disimpegno, che ha il compito di penetrare nelle fibre più intime del sociale. “La fortuna d’Italia – scriveva – è inseparabile dalle sorti della bellezza, cui ella è madre”.

DiCoordinamento Dipsumdolls

Bando per attività di tutorato

Avviso di selezione per l’attribuzione di 6 assegni per attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero in favore di studenti diversamente abili.

Scarica il bando
DiCoordinamento Dipsumdolls

Lettere della SISSCo al Ministro dell’Istruzione

Presentiamo di seguito due iniziative prese dal Direttivo della SISCO d’accordo con il Coordinamento delle Società Storiche. Si tratta in entrambi i casi di lettere di protesta che saranno inviate nelle prossime ore al Ministro dell’istruzione e i cui testi riporto in calce a questo messaggio.
Nel primo caso la protesta riguarda la decisione di non consentire a coloro che sono in possesso del titolo di dottore di ricerca di partecipare al concorso riservato per la scuola. La lettera è stata pensata dalla Consulta delle Società filosofiche e reca oltre alla firma delle società storiche anche quella della Consulta dei pedagogisti.
Nel secondo caso si tratta di una lettera, a firma del Coordinamento delle Società Storiche, che esprime preoccupazione per le voci circolate nei giorni scorsi relativamente all’ipotesi che nella prossima VQR si possano conferire esclusivamente prodotti pubblicati in open access con il rischio che gran parte delle monografie ne risultino penalizzate.

Lettera n. 1

Gentile Signor Ministro

ci permettiamo di scriverLe, per pregarLa di voler prendere in considerazione la possibilità di inserire nel Decreto-Scuola i Dottori di ricerca, così da consentire loro la partecipazione al Concorso straordinario, fermo restando il possesso dei 24 CFU richiesti dal PF24.
I Dottori di ricerca per accedere al percorso triennale di dottorato devono superare una prova di concorso selettiva e per ottenere il titolo finale devono subire un altro esame pubblico con commissione esterna, previo duplice referaggio della loro tesi da parte di altri due docenti esterni. Essi hanno approfondito la loro preparazione disciplinare studiando e seguendo attività didattica specialistica per tre anni, spesso pubblicando lavori scientifici e frequentando Università all’estero. La loro preparazione, se avranno la possibilità di accedere all’insegnamento, consentirà loro di mettere a disposizione della Scuola italiana conoscenze e competenze approfondite e culturalmente aggiornate, per una didattica di qualità e di livello internazionale.
Sarebbe importante valorizzare il lavoro svolto dai Dottori di ricerca ed evitare che essi – esclusi dal Concorso straordinario – debbano essere parificati, a livello formativo, ai neolaureati.
Tutti noi siamo impegnati a vario titolo nella formazione superiore offerta dai Dottorati di ricerca, che raccolgono i giovani italiani che hanno la vocazione per lo studio, per la ricerca, per il dialogo culturale approfondito.
La preghiamo perciò di voler dare ai Dottori di ricerca la possibilità di mettere la loro preparazione e il loro lavoro scientifico a disposizione della Scuola italiana.

Lettera n. 2
Alla cortese attenzione del Ministro dell’Istruzione
On. Prof. Lorenzo Fioramonti

Nei giorni scorsi sono circolate sulla stampa anticipazioni che hanno suscitato anche la reazione dell’Associazione Italiana degli Editori secondo le quali la prossima VQR prenderebbe in esame esclusivamente i lavori di ricerca pubblicati in open access. Considerato che solo una minima parte della produzione scientifica italiana è al momento pubblicata in open access, specie nei settori umanistici, ciò comporterebbe l’impossibilità per i ricercatori e le ricercatrici di scegliere i loro migliori lavori, penalizzando soprattutto coloro (e conseguentemente le strutture di cui fanno parte) la cui ricerca è confluita in monografie.
Il Coordinamento delle Società Storiche, in attesa di leggere le linee guida e augurandosi che le voci circolate vengano smentite, manifesta la propria preoccupazione di fronte all’eventualità che non venga data ai ricercatori la libertà di scegliere i prodotti da valutare e che si induca loro a selezionarli solo sulla base della forma della loro pubblicazione, un elemento estrinseco e totalmente indipendente dal contenuto, dall’originalità e dal carattere innovativo della loro ricerca. Esprime in particolare preoccupazione e ferma contrarietà all’idea che l’introduzione del requisito dell’open access escluda dalla valutazione le monografie, uno dei principali strumenti di comunicazione della ricerca scientifica tra gli umanisti. Auspica in particolare che non vengano introdotte con effetto per giunta retroattivo misure non scaturite da un confronto e una condivisione con la comunità scientifica.

  • Andrea Giardina, Giunta Centrale per gli Studi Storici, Lucia Criscuolo, CUSGR, Consulta Universitaria per la Storia Greca e Romana
  • Simona Feci, SIS – Società Italiana delle Storiche
  • Stefano Gasparri, SISMED – Società Italiana degli Storici Medievisti
  • Luigi Mascilli Migliorini, SISEM – Società Italiana per la Storia dell’Età Moderna
  • Antonio Varsori, SISI, Società Italiana di storia Internazionale
  • Daniela Luigia Caglioti, SISSCo-Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea
DiCoordinamento Dipsumdolls

Roberta Cicchirillo

Nel 2019 ha conseguito la laurea magistrale in “Italianistica, culture letterarie europee e scienze linguistiche” presso l’Università di Bologna con votazione di 110 e lode. Ha presentato una tesi in Semantica e Lessico dal titolo “Lost in list: un’analisi corpus based delle liste nell’italiano parlato”. Nel 2019 ha frequentato il master di primo livello dell’Università di Firenze in “comunicazione multimedialepubblicità istituzionale e organizzazione di eventi”.
Attualmente è dottoranda di ricerca in Studi Linguistici presso il Dottorato in studi letterari, linguistici e storici dell’Università degli studi di Salerno.

Tutor
Miriam Voghera, Università degli Studi di Salerno
Co-tutor 
Iolanda Alfano, Università degli Studi di Salerno

Titolo e progetto di ricerca
La prosodia delle liste. Per una interpretazione funzionale delle costruzioni a lista attraverso la prosodia.  

L’obiettivo del progetto di ricerca è di analizzare il rapporto che sussiste fra prosodia e costruzioni a lista. L’interesse verso questo tema nasce innanzitutto dal lavoro di tesi magistrale (Cicchirillo, 2018), in cui ho potuto constatare, senza poter condurre un’effettiva indagine sull’argomento, l’importanza degli aspetti prosodici nell’individuazione e nell’interpretazione delle costruzioni a lista. Il progetto di ricerca si baserà sulla definizione di lista proveniente dalla letteratura recente (Bonvino et al., 2009; Masini et al., 2018), tali costruzioni sono delle concatenazioni sintagmatiche di almeno due elementi dello stesso tipo, con le stesse proprietà categoriali, e che occupano una stessa posizione sintattica (1). (1)Non so se prendere {gli spaghetti| le penne|^ o i fusilli}. L’importanza della prosodia è inoltre evidenziata dal fatto che le liste siano pervasive nel parlato, esse infatti sono state inizialmente studiate nell’ambito della Conversation Analysis (Jefferson, 1990) e negli studi sull’analisi sintattica del parlato di Blanche-Benveniste et al. (1979). Durante il mio lavoro di tesi magistrale, ho notato, in modo qualitativo, che alcune configurazioni intonative possono essere considerate dei marcatori che indirizzano l’interpretazione funzionale di un determinato tipo di lista, come ad esempio categorizzante, approssimante, intensificante e generalizzante. In letteratura, non sono presenti numerosi studi che mettono in relazione il fenomeno delle liste con la prosodia e in questo progetto saranno soprattutto considerati i lavori di Selting (2007) e di Panunzi / Saccone (2018), si segnala inoltre uno studio che verrà pubblicato a breve, sulla relazione fra liste prosodia e gestualità, di Inbar (forthcoming). Il seguente progetto, inoltre, è volto a determinare se gli aspetti prosodici possano essere considerati un utile strumento per guidare l’interpretazione delle cosiddette liste bare (2), ovvero delle costruzioni prive di elementi strutturali come sindesi, list completer (3) o introducer . (2) ammirate perche’ e’ {un servizio fantasmagorico| e’ un servizio eccezionale| un servizio favoloso}. LIP [ND8].
In base a queste osservazioni, si vuole pertanto indagare la relazione fra le costruzioni a lista e gli aspetti prosodici, concependo quest’ultimi i fondamentali marcatori di lista. L’analisi sarà corpus-based e per valutare gli aspetti prosodici verrà utilizzato il software Praat (Boersma / Weenink, 2005).
DiCoordinamento Dipsumdolls

Roxanne Holly Padley

Madrelingua inglese laureata presso The University of Liverpool (UK), in French and Hispanic Studies, con tesi dal titolo El desarrollo del turismo en Extremadura vinculado al turismo en España. Consegue il Master in Interpreting and Translating, presso the University of Salford (UK), con tesi dal titolo MA Translation Project – A Cross-Section Analysis of the Evolution, Benefits and Uses of Lipofilling in Reconstructive Plastic Surgery.
Stagista in qualità di interprete simultanea, presso la sede di Vienna dell’ONU, è stata interprete bilaterale e simultanea per la Regione Campania e per la Commissione Europea (Le Universiadi Napoli 2019; Il Grande Progetto Pompei; l’UNESCO e il Forum Universale delle Culture; The World Urban Forum 2012) ed è iscritta presso la Camera di Commercio di Napoli in veste di interprete. Abilitata all’insegnamento della lingua inglese (CELTA, DELTA) è docente a contratto di lingua inglese presso il Centro Linguistico di Ateneo dell’Università degli Studi di Salerno, nonché traduttrice interdipartimentale di testi scientifici (dipartimenti di ingegneria e medicina). È autrice di pubblicazioni su riviste sia nazionali che internazionali ed ha partecipato a congressi nell’ambito linguistico anche in qualità di relatrice, tra cui: An Analysis of Medical Discourse: Cosmetic Surgery and Signs of Age(ism) (5th ESTIDIA Conference Hybrid Dialogues: Transcending Binary Thinking and Moving Away from Societal Polarizations, Università degli Studi di Napoli l’Orientale 19-21 settembre 2019); Delexicalised Verb-Noun Collocations in Italian EFL Learners: The Influence of Language Transfer (Language, Education and Research Conference, Athens 28-29 settembre 2019).
Attualmente iscritta al primo anno (a.a. 2019/20) del Dottorato di Ricerca (XXXV ciclo) in Studi Letterari, Linguistici e Storici presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno, con progetto di dottorato per il curriculum linguistico.

Tutor
Siria Guzzo, Università degli Studi di Salerno

Presentazione della ricerca
A Comparative Socio-linguistic Study of Medical Communication in Cosmetic Surgery Interaction: A Corpus Based Analysis

Descrizione del progetto

Il progetto di ricerca multidisciplinare ha la finalità di esaminare e approfondire l’healthcare communication nel settore della chirurgia estetica. L’ambito socio-sanitario e l’analisi del linguaggio adoperato nella comunicazione medico-paziente abbraccia, infatti, diverse discipline tra cui la sociologia, la psicologia e il contesto linguistico.
La chirurgia estetica, come sinonimo di giovinezza e quindi di bellezza eterna, può diventare strumento di successo professionale, sociale e di felicità. Il binomio bellezza/successo e la ricerca della giovinezza attraverso la chirurgia estetica solleva questioni di genere, categorie e identità.n
L’intento della ricerca è quello di costituire un corpus di stampo sociolinguistico, contenente 20 ore circa di registrazioni audio che saranno debitamente trascritte e analizzate. Il metodo prevede la preparazione, somministrazione e raccolta di un questionario etnografico e una serie di semi-strutturate interviste, nonché registrazioni di colloqui tra chirurghi plastici ed i loro pazienti. L’analisi si concentrerà sul ruolo giocato dalle variabili di età e genere e verterà su caratteristiche linguistiche, lessicali e semantiche che verranno selezionate in modo specifico solo dopo la raccolta dati. Inoltre, particolare attenzione verrà posta sulla variabile dell’identità. Al fine di effettuare una valutazione sia qualitativa che quantitativa del corpus, verranno quindi adoperati dei software specifici adatti alla presente corpus based analysis. Uno studio specifico sulle modalità comunicative nel settore, mira, inoltre, a sensibilizzare la categoria medica rispetto al linguaggio da adoperare nei colloqui medico-paziente.
DiCoordinamento Dipsumdolls

Oriana Bellissimo

Dopo essersi diplomata al Liceo Classico “E. Perito” di Eboli (SA) nel 2013, ha conseguito presso l’Università degli Studi di Salerno la laurea triennale in Lettere Moderne nel 2016, con votazione 110/110 e lode, con una tesi in Letteratura italiana moderna e contemporanea dal titolo Guido Gozzano tra cinema e misticismo (relatore: prof. Epifanio Ajello).
Presso lo stesso ateneo, nel 2018, ha conseguito la laurea magistrale in Filologia Moderna con votazione 110/110 e lode, con una tesi in Letteratura italiana dal titolo «I figli dei padri ammalati, aquile al tempo di mutar le piume»: gli Scapigliati in Italia (relatore: prof.ssa Rosa Giulio; correlatore: prof. Alberto Granese). Un estratto della tesi di laurea magistrale è stato pubblicato su «Mosaico Italiano», supplemento alla rivista Comunità Italiana, sotto l’egida dell’Istituto italiano di Cultura-RJ e dei Dipartimenti di italiano nelle Università pubbliche brasiliane (Anno XIII, numero 179).
Nell’anno scolastico 2018/2019 ha svolto attività di docente di Lingua e Letteratura italiana e di Storia nella scuola secondaria di secondo grado. Nel 2019 ha ottenuto il Master Universitario di I livello in “Metodologie didattiche per l’insegnamento curriculare e l’integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali” presso l’Università Giustino Fortunato di Benevento e il riconoscimento dei 24 CFU in ambito antropo-psico-pedagogico e metodologie e tecnologie didattiche. Nello stesso anno ha ottenuto anche il Diplôme d’études en langue française, livello B2.
Dal 2018 è responsabile della segreteria dell’Ente di cultura I Martedì Letterari di Salerno. Attualmente è iscritta al XXXV ciclo del Dottorato di Ricerca in Studi Letterari presso l’Università degli Studi di Salerno.

Tutor
Prof.ssa Rosa Giulio, Università degli Studi di Salerno
Co-tutor
Domenica Falardo, Università degli Studi di Salerno

Presentazione della ricerca
Achille Torelli nel contesto letterario, storico e culturale della Napoli fin de siècle

La ricerca si propone di realizzare uno studio su Achille Torelli (Napoli, 1841-1922), drammaturgo, poeta, scrittore, erudito, nonché bibliotecario presso il fondo Lucchesi-Palli della Biblioteca Nazionale di Napoli, luogo prezioso per rintracciare molte sue opere a stampa, manoscritti autografi edocumenti utili alla ricostruzione della sua vicenda biografica e artistica.
Per questa ricerca sarà fondamentale cominciare dall’analisi del contesto letterario, storico e culturale napoletano dell’Otto-Novecento, nel quale è calata la figura di Achille Torelli, tenendo presente i legami con il tessuto socio-culturale di riferimento, ma senza escludere contatti anche con altri centri culturali italiani e stranieri.
Una nuova prospettiva per analizzare tale area geografica anche dal punto di vista socio-culturale potrebbe essere fornita anche dalla lettura diretta della stampa dell’epoca, soprattutto de «L’Omnibus», periodico diretto dal padre di Achille, Vincenzo Torelli e che costituisce un punto di riferimento utilissimo per entrare nel vivo delle questioni più dibattute del tempo.
L’obiettivo sarà quello di dimostrare, attraverso la ricostruzione del profilo dell’autore, delle sue opere e della sua corrispondenza epistolare, l’importanza di un letterato eclettico, che ha contribuito a ravvivare la vita culturale napoletana, grazie ai suoi vasti interessi e ai rapporti intellettuali.Per quel che concerne i rapporti intellettuali, si cercherà di collocare la figura di Achille Torelli in un preciso circolo culturale che sarà ricostruito attraverso un’attenta disamina di tutti i documenti a disposizione.
Proprio partendo da queste fonti, si avanza fin da ora anche la possibilitàdi una pubblicazione di testi inediti già emersi in una prima ricerca o che emergeranno ancora nel corso dello studio.
Infine, dal punto di vista letterario e culturale, saranno approfonditi anche i rapporti tra Achille Torelli e alcuni letterati francesi come Alexandre Dumas padre ed Emile Zola, senza dimenticare l’interesse del napoletano per Molière e Alfred De Musset.
DiCoordinamento Dipsumdolls

Ruben Donno

È laureato a pieni voti e con dignità di stampa in Lettere moderne all’Università del Salento con una tesi in Letteratura italiana sul valore compensatorio del lutto nell’opera narrativa di Elsa Morante, ed è diplomato presso l’Istituto Superiore Universitario di Formazione Interdisciplinare (ISUFI) di Lecce con una tesi di licenza sul “doppio talento” di Ardengo Soffici, lavoro che verrà pubblicato in un volume monografico per Le Lettere di Firenze nella primavera 2020.
Si occupa principalmente di letteratura italiana otto-novecentesca, di teoria della letteratura, specialmente di ambito psicoanalitico, e dei rapporti che quest’ultima intrattiene con le arti figurative. Ha pubblicato per «Studi Novecenteschi» l’articolo dal titolo “Io e lui e The Breast. Esperienze sublimatorie in Alberto Moravia e in Philip Roth” ed è di prossima pubblicazione su «Ermeneutica Letteraria» un suo articolo sul rapporto verbo-visivo nella prosa creativa e nella critica d’arte di Emilio Cecchi. Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca in Studi Letterari, Linguistici e Storici presso l’Università degli Studi di Salerno con un progetto sull’opera dello scapigliato Roberto Sacchetti.

Tutor
Laura Paolino, Università degli Studi di Salerno

Co-Tutor
Valter Leonardo Puccetti, Università del Salento

Presentazione della ricerca
Roberto Sacchetti: dentro e oltre la Scapigliatura

Con il progetto di ricerca si intende indagare la produzione letteraria integrale di Roberto Sacchetti. Piemontese di nascita, milanese d’adozione, Sacchetti fu esponente importante della “Scapigliatura piemontese” (1861-1876). Il corpus delle opere sacchettiane si inserisce all’interno del filone scapigliato che ebbe a Milano il suo centro propulsore con le figure celebri di Arrighi, dei Boito, di Dossi, Praga, Tarchetti. Proprio rispetto a loro, la figura di Sacchetti continua a rimanere in ombra, nonostante fosse un intellettuale inedito e originale, a cavallo tra le soluzioni di “rottura” della Scapigliatura (la “virtualità rivoluzionaria” di Contini), le tendenze realiste ottocentesche e gli influssi della coeva esperienza letteraria europea. Oggetto privilegiato di indagine saranno l’opera e la figura di Sacchetti all’interno del movimento della Scapigliatura e della sua “generazione crucciosa” al fine di ricostruire l’opera completa dello scrittore torinese, tra scritti a sfondo storico-risorgimentale, contributi giornalistici e tutta quella produzione letteraria incentrata sull’intérieur psicologico dei personaggi, sull’“ordigno incompleto” dell’artista e sulla sua tendenza intimamente figurativa.
DiCoordinamento Dipsumdolls

Mariano Ciarletta

Ha conseguito nel 2015 la laurea triennale in Beni Culturali, presso l’Università degli Studi di Salerno, con una votazione di 110 e lode presentando un elaborato di tesi in storia medievale: il gastaldato di Rota (Secoli VIII-XI). Nel 2017 ha conseguito la laurea magistrale in Gestione e Conservazione del patrimonio archivistico e librario con una votazione di 110 e lode presso l’Università degli Studi di Salerno con una tesi in storia delle istituzioni medievali: “Eresie medievali o Medioevo ereticale” ortodossia ed eterodossia nel Mezzogiorno Medievale.
Nel 2019 consegue la laurea triennale in Lettere Moderne con una votazione di 110 e lode, presso l’Università degli Studi di Salerno, con un elaborato di tesi in Filologia Romanza: La Guerra dei Cento Anni, Giovanna d’Arco e Christine de Pizan da cui viene edita una monografia: Giovanna d’Arco. Guerriera, eretica, donna (Edizioni Paguro). Attualmente è dottore di ricerca in Studi Storici presso il Dottorato di Studi Letterari, Linguistici e Storici dell’Università degli Studi di Salerno.

Tutor
Prof. Alfonso Tortora, Università degli Studi di Salerno.

Presentazione della ricerca
La storiografia dell’Italia Meridionale sui movimenti ereticali medievali e moderni dall’Ottocento al primo Novecento

Descrizione del progetto di ricerca

Il tema di ricerca qui proposto, oltre a ridare luce ad alcuni temi marginali relativi alla storia della storiografia sulla diffusione delle eresie nel Sud d’Italia (a partire dalla poco nota e, pertanto, scarsamente studiata eresia «neoadozionista», di origini spagnole e diffusasi nel Sud della penisola italiana tra i secoli XI-XII), getta anche un primo sguardo sul modo con cui l’eresia (da intendersi nel senso paolino del termine come divisione di una civitas e, dunque, come causa di una rottura di un ordine sociale e politico dato da Dio una volta per tutte e regolato dal principe secolare e dalla legge papale) come tema storico venne recepita ed usata con finalità politiche (etichettate come neoguelfe o neoghibelline) da alcuni intellettuali operanti nella Napoli del secondo Ottocento e della prima metà del Novecento tra Università, Accademie, Reali Deputazioni o Società di Storia Patria, ma anche nelle più remote periferie del Meridione d’Italia.
DiCoordinamento Dipsumdolls

Rosanna Giudice

Ha conseguito nel 2019 la laurea magistrale in Filologia moderna (LM-14), con votazione centodieci su centodieci e lode con menzione accademica, presso l’Università degli Studi di Salerno, con una tesi di ricerca in Storia dell’Ottocento dal titolo: La cospirazione borbonica: strategie e modalità di resistenza (1861-1863). Nel corso del 2018 ha superato gli esami relativi agli ambiti della didattica, pedagogia, psicologia e antropologia previsti nel Percorso 24 CFU.
Nello stesso anno ha fatto parte del comitato organizzatore del convegno Rivoluzioni e controrivoluzioni d’Italia (1796-1870) tenutosi all’Università degli Studi di Salerno e ha partecipato al Corso integrativo degli insegnamenti di storia contemporanea, Avviamento e metodologia dello studio della storia contemporanea. Ha ottenuto il riconoscimento “Unisa premia il merito” negli anni accademici 2017-2018 e 2018-2019. Attualmente è dottoranda di ricerca in Studi Storici presso il Dottorato in Studi Letterari, Linguistici e Storici dell’Università degli Studi di Salerno.

Presentazione della ricerca
Immagini, memorie e rappresentazioni del brigantaggio dall’Unità a oggi


Tutor
Carmine Pinto (Università degli Studi di Salerno)

Co-tutor
Giulio Tatasciore (Scuola Normale Superiore di Pisa) 

Descrizione del progetto

L’obiettivo generale del progetto consiste nel problematizzare i discorsi, le pratiche, gli oggetti relativi al tema del brigantaggio postunitario, adottando come spazio cronologico il periodo che va dall’unificazione nazionale a oggi, alla ricerca dei punti di frattura e di continuità, delle valutazioni storico-sociali e delle costruzioni culturali, delle manipolazioni politiche e delle utilizzazioni letterarie. Si potrà così contribuire alla comprensione dell’evoluzione dell’immagine dei briganti veicolatesi nel tempo, mostrarne la trasformazione visuale e il modo in cui esse sono partecipi della costruzione e circolazione di stereotipi che, oltre a coinvolgere il largo pubblico, investono l’ambito scientifico, letterario e politico. Il taglio metodologico del progetto di ricerca risponde a un questionario storiografico centrato essenzialmente sulle forme dell’immaginario sociale e del discorso letterario, mediatico e visuale relativi alla tematica del brigantaggio e alla figura del brigante meridionale. Di conseguenza l’approccio preliminare alle fonti sarà legato ai metodi tipici della storia culturale e della storia delle rappresentazioni, con una particolare attenzione, nel caso di studio, ai meccanismi di definizione delle identità sociali, letterarie e politiche in rapporto alla specifica memoria del brigantaggio postunitario.
La centralità assegnata dal progetto di ricerca alla comunicazione visuale relativa al brigantaggio impone l’utilizzo di fonti iconografiche. Immagini e forme della comunicazione visiva vengono studiate come elemento fondamentale per la costruzione e l’evoluzione dei contesti socio-culturali.
Il progetto, tuttavia, intende indagare anche il processo che in questi anni determinò la proliferazione di contrassegni visuali e materiali legati alle appartenenze politiche e patriottiche guardando agli oggetti rappresentativi di affetti e memorie spesso legate a personaggi-simbolo (sciarpe, fazzoletti, tabacchiere, spille, monili, orologi, soprammobili, piatti, tazze, carta da lettera e innumerevoli altre tipologie di oggetti di uso quotidiano) attraverso l’osservazione diretta di questi, raccolti e riproposti nel contesto di esposizioni e musei. Questi aspetti, con ogni evidenza, rimandano a una sfera altrettanto ampia di pratiche – sociali, criminali, mediatiche – che pure alimentano il questionario di ricerca.
Il nucleo di fonti, in una ricerca impostata nella maniera finora descritta, appare molto variegato e comprende almeno: romanzi, letteratura d’appendice, pubblicistica politica, sociale e scientifica, guide di viaggio a stampa, resoconti di viaggio, dipinti, litografie, carte da visita, fotografie, illustrazioni, oggetti di natura museale (abiti, armi etc.).
DiCoordinamento Dipsumdolls

Fabiola Pericolo

Ha conseguito la laurea triennale in lettere moderne, con votazione 110/110 e lode nel 2015 presso l’Università degli studi di Salerno, con una tesi in filologia romanza su Maria di Francia e il Lai dei due amanti. Ha continuato gli studi presso lo stesso ateneo e ha poi conseguito, con votazione 110/110 e lode, nel 2017, la laurea Magistrale in Filologia Moderna con una tesi di ricerca in Filologia romanza, intitolata Dodici regole per una buona confessione. Ms. Italico in oct. 15
Ha preso parte al progetto di mobilità internazionale Erasmus negli anni accademici 2014/2015 e 2016/2017, svolgendo un’esperienza di studio e ricerca tesi presso il dipartimento di italianistica dell’Università Jagiellonica di Cracovia, in Polonia. Ha collaborato per la rivista scientifica Romanica Cracoviensia, curando un saggio intitolato Nessun confine tra letteratura e lingua, in corso di pubblicazione. Risulta vincitrice per l’anno accademico 2018/2019 del Tfa Sos- scuola secondaria di secondo grado presso l’Università degli Studi di Salerno. Attualmente è dottoranda di ricerca in Studi letterari presso il Dottorato in Studi letterari, Linguistici e storici dell’Università degli Studi di Salerno.
Curriculum esteso

Tutor
Sabrina Galano, Università degli Studi di Salerno


Presentazione della ricerca
Le complaintes amoureuses di Christine de Pizan: edizione critica

Descrizione del progetto di ricerca

Il progetto di ricerca si incentra sull’edizione critica delle Complaintes amoureuses di Christine de Pizan, scrittrice di grande creatività, tra le figure più interessanti e significative del panorama letterario francese tra XIV e XV secolo. La sua produzione nasce in un’epoca di grandi mutamenti e di cui l’autrice rispecchia la sensibilità. Dal confronto con un’eredità intellettuale fondamentalmente maschile emerge in tutta la scrittura di Christine de Pizan una nuova forma di identità artistica, tesa a stabilire l’autorità femminile attraverso la riscrittura della tradizione.
Il progetto si propone come obiettivo la realizzazione di una nuova edizione critica delle Complaintes amoureuses, due componimenti in versi scritti in lingua francese tra il 1402 e il 1410 e tramandati rispettivamente da due manoscritti (London, British Library, Harley, 4431, f. 48rb-49va ;  Chantilly, Bibliothèque et Archives du Château, 492-493, t. 1, f. 35r ) e da quattro manoscritti (London, British Library, Harley, 4431, f. 56vb-58rb; Paris, Bibliothèque nationale de France, français, 604, f. 27r ; Paris, Bibliothèque nationale de France, français, 835, f. 50rb-51vb; Paris, Bibliothèque nationale de France, français, 12779, f. 33ra). I testi sono stati oggetto di un’unica edizione Œuvres poétiques de Christine de Pisan, ormai obsoleta, pubblicata nel 1886 a cura di Maurice Roy. Il genere della complainte, ossia del lamento, fa riferimento alla tradizione letteraria mediolatina (lamentatio) e a quella occitana (planh) e vide, come spesso accade per le opere medievali, una larga diffusione orale. La complainte medievale in lingua francese è una canzone in forma narrativa, spesso drammatizzata ed indirizzata ad un vasto pubblico, si avvicina per certi aspetti alle orazioni funebri e, a livello prosodico e musicale, si distingue dalle altre forme poetiche per l’insistenza delle rime.  Nelle Complaintes amoureuses di Christine de Pizan, scritte in medio francese, vi sono lunghe e languide lamentazioni di ‘inseguitori d’amore’ che aspirano ai favori delle loro dame. Questa monotonia dolce, resa ugualmente dal punto di vista espressivo, è bruscamente interrotta dalla comparazione dei lamenti con la mitologia, attraverso il riferimento all’amore di Pigmalione, alle avventure di Deucalione e Pirra e alla punizione dell’insensibile Anassarete. L’edizione critica sarà arricchita da un’attenta analisi linguistica, da uno studio letterario sul genere delle Complaintes e sulle fonti da cui attinge Christine de Pizan. Il progetto prevede, inoltre, per la prima volta una traduzione dei due testi in lingua italiana, con la conseguente creazione di un glossario. Un approfondito studio filologico e la stesura di una redazione del testo, condotta applicando le norme moderne fissate per l’edizione dei testi medievali, permetterebbe di focalizzare l’attenzione sulle complaintes amoureuses– testi ad oggi poco studiati- e sulla figura di Christine de Pizan, «donna eroica» e «unique» nel panorama letterario, una figura straordinaria, prima donna a concepirsi come intellettuale e scrittrice di professione.
Font Resize
Contrast