Archivio degli autori Coordinamento Dipsumdolls

DiCoordinamento Dipsumdolls

Ciclo di seminari online

29/04/2020, 15:00-18:00

La battaglia di Waterloo. Storia, letteratura, miti

Relatori
Rosa Giulio
Serge Noiret
Carmine Pinto
Marcello Ravveduto

Indirizzo piattaforma Microsoft Teams

04/05/2020, 15:00-17:00

Data da definire

Nobiltà euro-mediterranee: l'aristocrazia del Regno di Napoli (secc. XVI-XVII) 

Relatori
Marianna Noto

Indirizzo piattaforma Microsoft Teams
DiCoordinamento Dipsumdolls

07/04/20-La censura teatrale e cinematografica nel periodo fascista

10:30-12:30, Indirizzo piattaforma Microsoft Teams

Interventi
Pasquale Iaccio

La lezione ricostruisce i modi e le forme della censura teatrale e cinematografica nel passaggio dall’età giolittiana al fascismo. Si vedrà come, da semplice strumento di repressione, riesce a diventare un raffinato strumento di indirizzo e di propaganda in favore del regime e ad ottenere, in molti casi, perfino la “collaborazione” delle sue vittime. La censura più riuscita è quella che induce ogni autore, ogni intellettuale, ogni scrittore e ogni regista a diventare il censore di sé stesso.

DiCoordinamento Dipsumdolls

14/04/20-La concezione dello Stato nei padri costituenti americani: paradigmi antichi e nuovi

15:00-17:00, Indirizzo piattaforma Microsoft Teams

Interventi
Fabio Fernicola

I Padri Costituenti Americani trassero i fondamenti per l’elaborazione teorica e pratica della struttura politica dei nascenti Stati Uniti d’America grazie al costante richiamo alla Roma antica. Il favorevole panorama rivoluzionario di fine Settecento rese possibile ai Founding Fathers la tesaurizzazione e la rielaborazione delle riflessioni sulla forma di governo repubblicana di Roma, e ciò permise di dare vita a un processo costituzionale di fondazione della nazione partendo da zero.  Il classicismo di Roma si proiettò ben presto sull’architettura degli edifici e sulla toponomastica dei luoghi. In tal modo Roma fornì un autorevole paradigma che avrebbe consentito agli Stati Uniti d’America, nel corso del ventesimo secolo, di fregiarsi del titolo di “nuova Roma”.

DiCoordinamento Dipsumdolls

20/04/20-L’Italia di ieri, l’Italia di oggi. L’Italia di sempre? Risponde Dante. Viaggio nel poema al tempo del virus

10:30-12:30, Indirizzo piattaforma Microsoft Teams

Interventi
Alberto Granese

Viaggio nella Comedìa, che ha come epicentro il canto VI del Purgatorio, il secondo dei canti politici del poema, a sfondo nazionale, ma attraversa tutti i luoghi dell’Inferno e del Paradiso, in cui vengono stigmatizzati gli episodi di corruzione: politica, come la baratteria, il tradimento e l’opportunismo; economica, come l’usura, praticata dai grandi banchieri; civile e sociale, come il ladrocinio e la falsificazione. Episodi di un tempo, con la loro storia e i loro protagonisti, ma visti e riletti, con confronti ed esempi, alla luce della modernità e della situazione attuale, con un breve, ma interessantissimo excursus, verso l’aureo e significativo pamphlet di Giacomo Leopardi, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani.

DiCoordinamento Dipsumdolls

23/04/20-Quarantene e lazzeretti. Le epidemie nel Mediterraneo tra Medioevo ed età moderna: il caso di Ragusa (Dubrovnik)

15:00-17:00Indirizzo piattaforma Microsoft Teams

Interventi
Stefano d’Atri

Le epidemie sono state sicuramente tra le principali protagoniste della storia europea tra Medioevo ed Età moderna. Le risposte adottate per combatterle furono differenti, ma il caso di Ragusa (Dubrovnik), al di là della questione del primato nella istituzione della quarantena, può essere analizzato anche alla luce della successiva fortuna economica della piccola Repubblica adriatica.

DiCoordinamento Dipsumdolls

29/04/20-La battaglia di Waterloo. Storia, letteratura, miti

15:00-18:00, Indirizzo piattaforma Microsoft Teams

Interventi
Rosa Giulio
Serge Noiret
Carmine Pinto
Marcello Ravveduto

La battaglia di Waterloo segnò la storia del XIX. Non solo per le conseguenze politico, quanto per la forza evocativa negli immaginati culturali, letterari, simbolici, finendo per diventare fino ai nostri giorni un luogo di rievocazione e mitizzazione. La lezione propone una interpretazione percorso multidisciplinare lo studio dei processi storici, dei classici della letteratura e della public history contemporanea.

DiCoordinamento Dipsumdolls

30/04/2020-La Clitennestra della Yourcenar: è possibile “antichizzare” il moderno?

15:00-17:00, Piattaforma Microsoft Teams

Relatori
Stefano Amendola

Nella prefazione a Fuochi (Feux, 1936) M. Yourcenar definisce il complesso rapporto tra le ‘poesie d’amore’ (o prose liriche) raccolte nella sua opera e quel mondo antico, dal quale eroi e soprattutto eroine vengono tratte dall’autrice: “A gradi diversi, tutti questi racconti modernizzano il passato (…) l’“antico” propriamente detto non è sovente in Fuochi che un primo strato poco visibile”. Cercando di restare fedeli alle intenzioni dichiarate dalla Yourcenar, si mira a rintracciare nel brano intitolato Clitennestra o del crimine se e cosa dello straordinario personaggio eschileo sia rimasto nelle pagine della scrittrice francese, provando altresì ad individuare quanto nel tragediografo ateniese riesca  – involontariamente – ad anticipare temi e riflessioni della modernità.

DiCoordinamento Dipsumdolls

04/05/20-Gadda: un realismo modernista

Introduce
Carlo Santoli

15:00-17:00, Indirizzo piattaforma Microsoft Teams

Interventi
Giuseppe Bonifacino
Università di Bari

Gadda: un realismo modernista

In Gadda l’idea di letteratura non è mai disgiunta da una riflessione sulla conoscenza e sull’etica. E per questo la sua narrativa si fonda su un’esigenza di realismo che, pur traendo i suoi paradigmi dalla grande tradizione ottocentesca, da Manzoni a Balzac a Zola, li decostruisce incrociandoli con una visione modernista del processo conoscitivo, nel quale il soggetto è coinvolto in radice col suo oggetto, in una reciproca, perpetua “deformazione” di cui la narrazione si alimenta. Attraverso l’analisi di passi della Cognizione e del Pasticciaccio la lezione intende evidenziare come nel realismo gaddiano la conoscenza si adempia dentro il movimento della deformazione e non oltre di esso, in un nesso contrastivo ma intrascendibile tra le parvenze fenomeniche del mondo e la verità “noumenica” che le abita e può esservi mostrata modernisticamente solo per negazione e in allegoria.

Responsabile
Carlo Santoli

DiCoordinamento Dipsumdolls

05/05/20-La carta del Principato Citra di Giovanni Antonio Magini e il “mistero” delle torri sparite

15:00-17:00, Indirizzo piattaforma Microsoft Teams

Interventi
Silvia Siniscalchi
Fernando La Greca

La carta del Principato Citra di G.A. Magini, pubblicata postuma nel 1620, contiene un piccolo rebus. A differenza della cartografia coeva e successiva, mostra un numero ridotto di torri costiere al tempo esistenti, parti di un piano di difesa attuato dai viceré spagnoli nel Regno di Napoli. Un mistero dunque da indagare, considerando la perfezione di una carta, che – come ha scritto Almagià – è la maggiore opera cartografica apparsa da noi nel secolo XVII e al, tempo stesso, la sintesi dei progressi fatti nella rappresentazione cartografica del nostro Paese alla fine del Cinquecento.

DiCoordinamento Dipsumdolls

06/05/20-DigitalMENTI. Autori in rete

16:00-18:00

Ciclo di incontri improntati alla presentazione di volumi redatti da giovani studiosi a conclusione di progetti ricerca di diverso ambito sulla Piattaforma Microsoft Teams.

Modera
Oriana Bellissimo (Università degli Studi di Salerno)

Per partecipare al seminario clicca QUI

1. Profondo Sud - Storia, Documentario e Mezzogiorno

Mariangela Palmieri (Università degli Studi di Salerno)
Dialoga con l’autrice
Hernàn Rodrìguez Vargas (Università degli Studi di Salerno)

Nell’ambito del filone di ricerca che considera gli audiovisivi, e il cinema in particolare, come una fonte indispensabile per fare storia, il volume analizza la rappresentazione del Mezzogiorno italiano del secondo dopoguerra attraverso il cinema documentario prodotto dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla metà degli anni sessanta. In questa fase, contrassegnata dalla ricostruzione e dal miracolo economico, l’Italia è interessata da una profonda trasformazione. Anche il Mezzogiorno italiano è toccato da questo processo di cambiamento epocale, ma con tempi e modalità proprie. Mentre con la fine della seconda guerra mondiale si torna a parlare di questione meridionale, dopo il silenzio sul tema imposto dal fascismo, il cinema contribuisce alla scoperta del “profondo Sud”, producendo immagini destinate a sedimentarsi nella memoria e nell’immaginario collettivi. Il cinema documentario, in particolare, attraverso i suoi diversi generi, coglie rappresentazioni molteplici e anche in contrasto tra loro del Mezzogiorno, consegnando al presente un’immagine articolata di quest’area del Paese in una fase cruciale della sua storia. Da sempre considerato cinema minore e poco indagato dalle storie del cinema, il documentario si configura come un patrimonio visivo ancora inesplorato, eppure ricchissimo e stimolante, capace di mostrarci le potenzialità del cinema come moltiplicatore di sguardi e prospettive. Il documentario del secondo dopoguerra, in particolare, nella sua ricchezza, consente di cogliere la rappresentazione del Mezzogiorno stratificata nell'immaginario collettivo. Il cinema documentario, infatti, partecipa alla definizione dell'immagine del Mezzogiorno come periferia dello spazio e della storia d'Italia. Un'immagine oggi ancora viva, che incide nel nostro modo di pensare e guardare al Sud. 

2. Giovanna d’Arco. Guerriera, eretica, donna

Mariano Ciarletta (Università degli Studi di Salerno)
Dialoga con l’autore
Rosanna Giudice (Università degli Studi di Salerno)

A 17 anni Giovanna d'Arco, una misteriosa fanciulla proveniente dal villaggio di Domrémy, dopo aver incontrato Carlo VII di Valois, si pone alla guida dell'esercito francese per liberare la Francia dagli inglesi invasori che avevano ormai conquistato buona parte del paese e messo sotto assedio la città di Orlèans (1428). Spinta da voci e visioni mistiche, la pulzella si farà promotrice di una strabiliante campagna di liberazione che vedrà parte dei territori occupati dagli anglosassoni tornare sotto il controllo della corona francese. In questo libro, Mariano Ciarletta riprende la voce di storici autorevoli e, citando alcune cronache del periodo coevo alle imprese della pulzella, oltre che lavori della più recente storiografia, apre nuovi spunti di riflessione intorno alla figura dell'eroina francese: eretica, guerriera, donna.

3. Las armas, las letras y el compás en Milicia y descripción de las Indias. La construcción del caudillo colonial a finales del siglo XVI y principios del XVII

Hernàn Rodrìguez Vargas (Università degli Studi di Salerno)
Dialoga con l’autore
Raissa Pergola (Università degli Studi di Salerno)

Nel suo libro Apologia della Storia Marc Bloch affermò: «quale storico non ha sognato di poter, come Ulisse, nutrire le ombre col sangue per interrogarle?». Lo storico, invece del sangue, nutre la voce delle ombre con le fonti che sceglie per farle parlare.
In questo testo, l'ombra in questione è un conquistador del XVI secolo: Bernardo de Vargas Machuca, il quale scrisse un affascinante libro Milicia y Descripción de las Indias.
Il conquistador ambiva a far diventare questo libro un manuale per ulteriori conquistatori e a utilizzarlo per affermare la propria autorità, come se si trattasse di un «principe senza corona» dell'America della fine Seicento e inizio Settecento.

4. Storia dei valdesi in Calabria. Tra basso Medioevo e prima età moderna

Vincenzo Tedesco (Università degli Studi della Repubblica di San Marino)
Dialoga con l’autore
Mariano Ciarletta (Università degli Studi di Salerno)

Lo scopo del libro è quello di presentare, quanto più dettagliatamente possibile, alcuni aspetti chiave dell’esperienza valdese in Calabria tra basso Medioevo e prima età moderna, ossia di quel gruppo di individui che - intorno al XIV secolo - si sono insediati in Calabria integrandosi nella realtà locale pur mantenendo la propria specifica alterità culturale finché una serie di avvenimenti endogeni ed esogeni al gruppo stesso non hanno portato, nel 1561, in un contesto radicalmente mutato, al loro massacro da parte della forza congiunta delle autorità spagnole e cattoliche.

5. La storia ci salverà. Una dichiarazione d'amore

Carlo Greppi (Università degli Studi di Torino)
Dialoga con l’autore
Francesco Cacciatore (Università degli Studi di Salerno)

La dichiarazione di amore per la storia di Carlo Greppi parte dalla passione giovanile per i pirati e i ribelli: personaggi come Robin Hood, William Wallace, Don Chisciotte e Lawrence d’Arabia. E si snoda attraverso un percorso che dalla rivolta di Spartaco arriva al crollo del Muro di Berlino, dalle Storie di Erodoto ci porta alla guerra civile spagnola, dalla vita di Gesù giunge fino all’attacco terroristico delle Torri Gemelle. Un percorso non solo indietro nel tempo, ma dritto verso il cuore che pulsa al centro del nostro bisogno, desiderio, ossessione di fare storia: cos’è il bene e cos’è il male? Chi siamo noi? Cosa avremmo fatto se fossimo stati diversi, nati in un tempo e in un luogo lontani? Era destino che le cose andassero come sono andate, o si poteva cambiare il corso degli eventi? E se è lecito rispondere a queste domande per il passato, come si può non porsele per il presente?
Per farsi aiutare in questa nuova e attualissima apologia della storia, Greppi chiama a raccolta i suoi “eroi imperfetti”, da George Orwell a Simone Weil, da Jorge Semprún a Primo Levi, fino a Marc Bloch, lo storico francese del Medioevo che scelse di prolungare il proprio impegno intellettuale unendosi alla Resistenza, sacrificandosi per la nostra libertà.
Perché la storia, quella autentica, deve essere etica, universale, autocritica, reattiva e partigiana – una storia che possa servirci da guida per imparare a interpretare il presente, ma soprattutto per comprendere noi stessi. Perché solo così la storia ci salverà.

6. La Campania dei partiti. Stato centrale e poteri locali

Andrea Marino (Università degli Studi di Salerno)
Dialoga con l’autore
Vincenzo Pedace (Università degli Studi di Salerno)

Il volume ricostruisce la storia politica della Campania in epoca repubblicana, utilizzando la prospettiva delle interazioni tra Stato centrale e poteri locali per leggere le trasformazioni sociali ed economiche del territorio. La Campania è scelta come case study per comprendere quanto le élite, alcune scelte legislative, le spinte localistiche e l’interdipendenza tra «centro»/«periferia» abbiano potuto avere ricadute sulle strutture sociali ed economiche, nonché sull’evoluzione politica e democratica, tanto locale quanto nazionale. Storia locale e nazionale così diventano decifrabili alla luce della complessa rete d’interazioni che intrattengono reciprocamente, consentendo di cogliere in maggiore profondità le svolte problematiche dell’epoca repubblicana e le ragioni della progressiva emersione di contraddizioni e fragilità in quel regime democratico.

Font Resize
Contrast