Adelaide Pagano

Adelaide Pagano
Nel 2015 consegue la laurea Triennale in Lingue, Culture e Letterature Moderne Europee presso l’Università Federico II di Napoli, con una tesi in Letteratura Francese dal titolo “Il rapporto tra migrazione e identità: la dualità ricorrente nel romanzo Bleu Blanc Rouge di Alain Mabanckou”. Nel 2016 continua la sua formazione presso l’Università Federico II di Napoli con un soggiorno di studio all’estero presso l’Università Sorbonne-Nouvelle III. Nel 2017 consegue la laurea Magistrale con votazione 110 e lode con una tesi intitolata “Pudore e sentimento del pudore in tre classici della letteratura francese di inizio Novecento: analisi dei romanzi di Proust, Radiguet e Yourcenar”. Dagli studi relativi al romanzo proustiano è stato pubblicato il primo articolo per la rivista «Quaderni Proustiani», intitolato “La seduzione infernale: l’inganno di Odette de Crécy”.Tutor
Vincenzo De Santis, Università degli Studi di SalernoCo-tutor
Jean-Luis Haquette

Presentazione della ricerca
Editoria digitale applicata all’edizione critica dei testi: il “Fragment sur Shakespeare” (1780) di Martin Sherlock tra Napoli, Parigi e Londra.

Il progetto di ricerca intende sviluppare un modello di edizione critica digitale per testi che siano stati oggetto di traduzioni, interpolazioni e stesure plurilingue. In particolar modo si prenderà come oggetto di studio lo scritto di Martin Sherlock, Fragment sur Shakespeare (1780). Questo testo rappresenta un campione di singolare importanza per la sua triplice redazione in italiano, francese e inglese e per la sua ampia circolazione nelle maggiori capitali europee di fine Settecento. Fu infatti estratto dall’opera italiana Consiglio a un giovane poeta (1779), pubblicata a Napoli, che Sherlock dedicò a Frederick August Harvey, conte di Bristol e vescovo di Derry. La città partenopea di fine Settecento è infatti un centro fondamentale di produzione e ricezione di beni culturali e punto di incontro di intellettuali, critici e artisti europei. Fragment sur Shakespeare viene, qualche anno più tardi, tradotto anche in inglese (1786), e dimostra la grande circolazione europea avuta dalle opere di Sherlock.
Ciononostante la figura di questo ecclesiastico irlandese è poco studiata, benché il Fragment sia uno dei testi più letti sull’argomento e si inserisca nel dibattito tardo settecentesco sulla superiorità tra il modello shakespeariano e il modello aristotelico di tragedia, al centro della riflessione di molti critici e drammaturghi europei dell’epoca. La ricerca intende, infatti, tessere la trama del dibattito che animò gli intellettuali dell’epoca, attraverso un’ampia ricognizione bibliografica.

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