Ciclo lezioni “Dall’uso alla grammatica”

DiCoordinamento Dipsumdolls

Ciclo lezioni “Dall’uso alla grammatica”

24/01/19, 10.30-12.30; 14.00-16.00
Biblioteca Studi Letterari e Linguistici
Grammatica emergente tra tipologia e discorso: questioni teoriche e metodologiche
Relatrici: Francesca Masini, Caterina Mauri (Università di Bologna)

06/12/18, ore 11.00-13.00
Aula 10-Edificio D3
La polisemia tra usi linguistici, memoria e sistema
Relatrice: Grazia Basile (Università di Salerno)
La polisemia costituisce un fenomeno pervasivo nelle lingue storico-naturali ed è di importanza centrale nel loro funzionamento. Essa – come è noto – riguarda la coesistenza di due o più significati correlati a partire da una stessa forma linguistica, come effetto necessario del principio di economia che regola le lingue e in stretta relazione col funzionamento della categorizzazione e della memoria negli esseri umani. In particolare, ci si sofferma sui diversi usi linguistici delle parole polisemiche che rendono necessario il riferimento al contesto pragmatico di enunciazione, dunque a una cooperazione e intesa implicite con l’ascoltatore, sulla base di uno sfondo comune di saperi condivisi.
06/12/18, ore 15.00-17.00
Aula 3-Edificio D

Crisi dell’informazione e manipolazione del discorso sui social network: come ci aiuta la linguistica?
Relatrice: Paola Pietrandrea (Università di Lille)
L’Internet 2.0 ha permesso a una parte importante del dibattito pubblico di spostarsi sui social networks. La natura commerciale, tecnologica, sociologica di queste piattaforme ha però determinato una trasformazione profonda della essenza stessa del dibattito pubblico che si è fatto per molti aspetti più permeabile alla disinformazione, alla segregazione intellettuale tra comunità, all’aggressività verbale, in poche parole, a quella che qualcuno ha definito la “disrupzione della verità”. I tentativi di regolamentare giuridicamente il dibattito pubblico sui social network si scontrano con difficoltà importanti legali e filosofiche, quali per esempio la contrapposizione insanabile tra diritto all’informazione e diritto all’espressione. Molto più praticabili e efficaci sembrano le iniziative che si moltiplicano di educazione alla “resilienza digitale”. La linguistica puo’ contribuire in maniera importante a questo approccio. Esistono, infatti, indici strettamente linguistici facilmente identificabili che possono permettere a tutti di distinguere con la rapidità richiesta dalla fruizione del web, una discussione tendenziosa, manipolatoria e manipolata da una che invece merita il nostro contributo e la nostra attenzione. In questo corso vedremo come la manipolazione discorsiva correla con una manipolazione della referenza e della coreferenza, una costruzione di categorie ad hoc senza corrispondente nella realtà, con l’assenza di marche evidenziali e modali delle predicazioni, un alto tasso di presupposizionalità, la non esplicitazione delle relazioni discorsive tra predicazioni, l’uso abbondante di fallacie argomentative. Parleremo anche brevemente dei metodi che i linguisti usano attualmente per arrivare a misurare il tasso di manipolazione di una discussione e per creare campagne di educazione linguistica all’uso dei social network.

15/11/18, ore 11.00-13.00
Ragioni interne ed esterne del cambiamento nella formazione delle parole
Relatore: Claudio Iacobini (Università di Salerno)
La lezione prende in esame la prefissazione nelle lingue romanze nell’intero arco temporale che va dalle prime attestazioni fino ai giorni nostri, con l’intento di mostrare come la produttività dei processi di formazione delle parole possa dipendere sia da fenomeni interni al sistema linguistico sia da fenomeni esterni. L’uso che parlanti fanno della lingua determina una interazione fra questi due ordini di fenomeni e crea i presupposti per la grammaticalizzazione.
15/11/18, ore 14.00-16.00
I testi parlati
Relatrice: Miriam Voghera (Università di Salerno)
Anche se le regole delle grammatiche sembrano molto diverse da quelle che usiamo parlando, la grammatica è perfettamente in funzione anche nei testi parlati. Le apparenti stravaganze degli usi parlati non sono segno di scorrettezza, ma frutto di strategie di comunicazione ottimali nelle normali condizioni di spontaneità e naturalezza tipiche dell’espressione orale. Lo scopo della lezione è mettere in evidenza gli elementi regolari e ricorrenti del parlato e cercare di spiegarli sulla base della loro funzionalità semiologica.

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